![]() |
Ian Tweedy |
Lo Studio Dabbeni presenta la prima ampia personale dell’artista americano Ian Tweedy, a cura di Marco Scotini. “It’s only a matter of time”- il titolo che accompagna la mostra - introduce direttamente al centro di quella ricerca su memoria personale e storia sociale su cui si focalizza tutto il lavoro pittorico di Ian Tweedy. Ignoriamo dove e non conosciamo quando ma sappiamo che qualcosa, inesorabilmente, sta per accadere se non è già irreparabilmente accaduto. Qualcosa di imminente pende come una minaccia sopra ogni istante della storia ed è solo questione di tempo. |
Come una sorta di hacker della Storia, Ian Tweedy si inventa ogni volta una propria “macchina del tempo”, un crossover di spazi ed eventi, una serie di associazioni cut-up di geografie e identità. Esploratore della memoria e archivista del presente, Ian Tweedy realizza narrazioni ambiguamente datate e frammentarie attraverso un montaggio facoltativo e non lineare di immagini tratte da foto di guerra, di politica, di architettura e di costume. Il montaggio sincronico di dipinti, foto documentarie e disegni che appartengono a tempi e luoghi differenti apre una pluralità di prospettive di lettura che vengono lasciate come tali all’osservatore. |
La propria biografia di persona sradicata, di americano nato in una base militare in Germania (Hahn,1982) e passato poi da un campo all’altro su suolo straniero, non è altro che una piccola sezione di una più ampia storia sociale che ormai accomuna tutti su scala globale. Non a caso, l’archivio di immagini fotografiche in bianco/nero che fa da base per tutti i suoi progetti è un modo per colmare la perdita di esperienza diretta della propria storia. |
Ex-graffitista e ora “muralista” su superfici di grande formato, Tweedy non soltanto trae il suo repertorio figurativo da immagini di collettività ed eventi politici rubate da riviste popolari e rotocalchi degli anni Cinquanta e Sessanta, ma lavora anche sopra documenti del passato e copertine telate di vecchi libri, purché ogni superficie su cui interviene rappresenti la memoria di qualcosa e abbia una storia. |
La mostra “It’s only a matter of time” è introdotta negli spazi dello Studio Dabbeni da un Wall Painting che affaccia direttamente sulla vetrata esterna della galleria. La scena, in un rosso monocromo, è quella di un paesaggio di cumuli di detriti e macerie, una sorta di anonimo Ground Zero che appartiene ad un’epoca del passato e ad un’area geografica non identificabile. |
![]() |
Monument #4 |
![]() |
Arrangements
of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
![]() |
Arrangements of |
All’interno, una sequenza di cinque grandi carte disegnate ricostruisce le postazioni successive di un’azione di primo soccorso in caso di incidente o altra emergenza, come in un manuale di base di un altro tempo. La stessa figura che rappresenta due uomini in scala reale si ripete secondo uno sviluppo per cui il paziente da prono progressivamente si erge in piedi. Il titolo 5 Steps (possibilities for a Monument) non a caso gioca sull’ambiguità tra riattivazione e memoria. Un’ampia serie di copertine telate di vecchi libri dipinte conclude l’esposizione. |
![]() |
![]() |
5 Steps |
![]() |
Possibilities for a Monument |
Inaugurazione |
|||