![]() |
Ian Tweedy |
Sala buia, vetrata schermata da una tenda nera. Lo spazio centrale dello Studio Dabbeni sarà predisposto ad accogliere il pubblico che, ponendosi nella posizione di spettatore, potrà assistere ad “Olympia, WA”, un lavoro video dell’artista americano Ian Tweedy (l’artista è nato a Hahn, nel 1982, in una base militare americana su suolo tedesco). |
Attraverso la sequenza di immagini, ci troviamo catapultati in un paesaggio selvaggio, lunare, e all’apparenza ostile. Olympia è il nome della località, vicino a Seattle, che costituisce la scena. In questa landa desolata, a cui fanno da sfondo degli alberi dai rami mossi dal vento, ci si trova di fronte ad uno scenario scabro in tutti i sensi. Ian Tweedy ha ripreso, attraverso una macchina fotografica, se stesso, il fratello gemello Britton, e gli altri compagni mentre, imbracciando armi di contrabbando, illegali, crivellano di colpi dei bersagli posti a terra, che mostrano i segni di incursioni precedenti. |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
Ian Tweedy |
Le immagini sono state fotocopiate dall’artista e da esse è stato tratto il video. La presenza di un sottofondo scandisce gli spari. Il lavoro video “Olympia, WA”, prodotto dallo Studio Dabbeni, ricostruisce e ripercorre le tracce di questa azione che, senza che vi sia sotteso alcun intento offensivo, rappresenta un gesto sentito da Tweedy come un’espressione di suprema libertà. Lo spettatore, tuttavia, potrà percepire realtà e dinamiche contrastanti, cogliere la violenza in un’azione compiuta per il puro gusto di sperimentare, potrà essere indotto a pensare che si tratti di un’esercitazione in prospettiva di un’azione lesiva. |
Tweedy, in questo video, sgomenta lo spettatore anche se questo non è l’intento cercato, non è ciò che lo interessa. Non sono teppisti, non sono ragazzi di vita; ci appaiono, quasi paradossalmente, più vicini all’essere eroi, in questo tentativo estremo di sottrarsi alla coercizione che di necessità è inscritta nella legge. |
![]() |
Ian Tweedy |
Tweedy ha raggiunto e documentato in “Olympia, WA” l’atto di andare a sparare, che accomuna molti giovani, negli Stati Uniti. L’artista spiega come, dopo questa esperienza, si possa prendere la decisione di non sparare più, oppure, inebriati dalla sensazione, continuare a farlo. A riportarci al substrato che sempre soggiace sotto l’apparenza più evidente, la superficie lampante, dei lavori di Tweedy, alcune immagini di guerra, nel video, tratte dal suo sterminato archivio di vecchie immagini attorno a cui ruotano molte delle sue opere. |
L’artista non si smentisce, in questo lavoro, anzi getta la sfida. Inseguire la libertà, anche se questo vuol dire infrangere norme cristallizzate, camminare in opposizione alla corrente, è ciò in cui egli ha creduto andando ad Olympia. Lo Studio Dabbeni invita lo spettatore a immergersi in questa sala ovattata, nello stridente e allo stesso tempo affascinante succedersi dei colpi, a seguire, anche solo per un istante, il sogno di questi giovani, il loro ineludibile desiderio di anarchia.
|
![]() |
Ian Tweedy |
![]() |
Ian Tweedy |
Inaugurazione |
||