Luca Frei, "TO IMAGINE ACTION"
23 aprile - 5 giugno 2004


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Con la mostra personale di Luca Frei (1976), la galleria apre la propria attività espositiva al campo di ricerca della generazione artistica più recente, d’ora in poi integrato nel suo programma espositivo.
Di origine ticinese e residente da diversi anni a Malmö in Svezia, Luca Frei lavora con media diversi – dal disegno alla struttura architettonica, dall’elemento testuale alla scultura – realizzando di volta in volta installazioni, situazioni e oggetti ispirati al luogo di intervento.
  Per l’esposizione allestita nello Spazio 2 della galleria, Frei ha creato quattro lavori inediti. Nella prima stanza, una grande scultura in ferro a forma di albero stilizzato, con appese ai rami delle sagome esagonali in plexiglas colorato che si rifrangono sulle pareti circostanti, è attorniata da piccole panchine in ferro con un piano in legno rivestito di tessuti del medesimo colore degli elementi di plexiglas.
  Una serie di collages a parete, invece, prende riferimento dal titolo di alcuni libri, proponendo delle nuove copertine e al tempo stesso riattivando i titoli decontestualizzati come elementi di riflessione (tra i libri citati figurano The Coming Community di G. Agamben, Revolt, She Said di J. Kristeva, Deschooling Society di I. Illich).
  Nella seconda stanza, un manifesto applicato a parete associa una fotografia del piazzale Beaubourg a Parigi, adibito a posteggio prima della costruzione del Centre Georges Pompidou, a una citazione di Kodwo Eshun, “Everything was to be done. All the adventures are still there” [Tutto era ancora da fare. Tutte le avventure restano in attesa]. Sulla parete di fronte, un disegno a muro riporta in grandezza naturale una figura che tiene sollevate delle sagome esagonali, identiche a quelle appese all’albero.

  Riconducibili alla ricerca sviluppata da Luca Frei negli ultimi 2-3 anni, i quattro lavori propongono alcuni tra gli elementi più distintivi del suo linguaggio artistico: l’iconografia elementare ispirata all’attività ludica dei bambini (l’albero, le panchine), la figura disegnata a parete e le sagome geometriche (formule scientifiche, forme assolute, simboli utopici) come immagini di un gesto propositivo, l’indagine intorno alla “cosiddetta utopia del Beaubourg”, o ancora l’uso di testi e citazioni come “bibliografia visuale”.   Nella linea degli interventi precedenti, l’assieme dei lavori presentati vuole offrire una piattaforma di discussione e riflessione intorno a nozioni quali utopia, educazione, linguaggio, modello di pensiero, struttura istituzionalizzata, o a tematiche quali la mediazione di conoscenze e informazioni.   Il confronto con elementi dell’ambiente di vita quotidiano, familiari e al tempo stesso decontestualizzati, invita a sperimentare nuove relazioni, a inventare altre cartografie mentali. Sollecitando lo spettatore a costruire dei rapporti visivi e intellettuali fra i vari elementi proposti, Frei vuole attivare una flessibilità di pensiero e aprire una breccia nella dimensione del possibile.   In occasione dell’esposizione di Luca Frei, esce un nuovo numero della rivista “temporale” (58/59, Edizioni Studio Dabbeni), con un’intervista inedita all’artista a cura di Marianna Garin e un testo sulla mostra di Charles Esche.  

Inaugurazione
venerdì 23 aprilre - ore 18.00

Durata
23 aprile - 5 giugno 2004

Orari
martedì - venerdì
09.30 - 12.00  14.30 - 18.30
sabato
09.30 - 12.00  14.30 - 17.00
lunedì/domenica chiuso