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Stefano Boccalini
Comunicato stampa |
Stefano Boccalini è nato a Milano nel 1963, dove vive e lavora. Fin dall’inizio, si è distinto per progetti e interventi di “Arte pubblica”: un’arte caratterizzata da un forte e convinto impegno personale nel sociale. |
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Stefano Boccalini |
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Stefano Boccalini |
Uno di questi lavori è Stone Island: “è uno dei progetti che in questi cinque anni ho attivato all’interno e con l’aiuto del quartiere... È un lavoro che vuole recuperare la memoria di un territorio attraverso la testimonianza diretta dei suoi abitanti, quelli più anziani, quelli che da più tempo vivono all’Isola e magari ora sono marginalizzati: non per guardare al passato come possibile momento da ricostruire, ma per coinvolgere ognuno di loro attivamente nel processo di cambiamento. La storia collettiva, le storie personali non rivestono l’ultima funzione in un reale progetto di trasformazione”. |
Da questa esperienza l’artista ha tratto delle stampe lambda: ritratti intensi di questi anziani, protagonisti almeno per una volta; attualmente queste immagini sono esposte alla XV Quadriennale d’Arte di Roma. |
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Stefano Boccalini |
Fondamentale, nella costruzione di un lavoro, per Boccalini è la collaborazione tra persone: egli afferma di aver cercato subito un legame con gli abitanti, in ognuno dei posti in cui ha deciso di intraprendere un progetto. Uno di questi luoghi è Serravalle Pistoiese, dove ha creato un archivio pubblico, partendo dai materiali privati delle persone che abitano in paese: foto di matrimoni, comunioni, feste locali, partite di calcio, ecc. che hanno costituito un “Album di famiglia”. La famiglia a cui si riferisce Boccalini è una famiglia allargata costituita da chi appartiene alla comunità dell’antico borgo medievale, che ha concesso le proprie memorie all’archivio. |
L’artista ha presentato i suoi lavori in alcune mostre internazionali tra cui: “Donna Donne” a cura di Adelina von Fürstenberg (Palazzo Strozzi, Firenze, 2005; Sesc Paulista, Sao Paulo do brasil, 2007; Musée de Carouge, Genève, 2003), “Fragments d’un discurs italien”, Musée d’art Moderne e Contemporain Mamco, Genève, a cura di Christian Bernard, 2003. |
Nei lavori che presenta allo Studio Dabbeni, Stefano Boccalini rinuncia al rapporto diretto con la comunità, ma non smette di condurre la propria riflessione su problematiche di carattere antropologico e sociale che si estendono, in Economia Politica/ Geografie Umane, a una dimensione politica. L’artista ha scelto di utilizzare mappe, carte geografiche del mondo, dei singoli continenti, degli stati. Le ha sottoposte a un procedimento per cui la carta appare stropicciata, con i confini tra Paesi non percepibili nitidamente. Questo a indicare che la sua riflessione è estesa ad una dimensione mondiale, in cui i confini geografici perdono d’importanza. |
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Stefano Boccalini |
Su queste mappe Boccalini, in relazione, in questo caso, ai singoli stati, riporta i dati drammatici della vendita delle armi da parte dei relativi paesi e il numero dei morti in guerra. In questi lavori non più quindi il rapporto diretto con una comunità ma “problematiche che ci riguardano tutti”: questo il legame con i precedenti lavori, secondo la spiegazione fornita dall’artista. Egli evidenzia come i dati che ci vengono forniti dai media rimangano il più delle volte astratti, come le stesse notizie, da cui siamo bombardati, vengano difficilmente trattenute e si disperdano. |
Di questi numeri egli ha quindi voluto offrire una visualizzazione precisa; non sono netti i contorni ma il numero è sempre chiaramente leggibile, tanto che saltano all’occhio alcuni dei contrasti e delle situazioni politiche che connotano la realtà odierna. |
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Stefano Boccalini |
Inaugurazione |
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