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| Flavio Paolucci | Biografia |
Flavio Paolucci è nato a Torre nella Val di Blenio,
Canton Ticino, nel 1934. Dopo aver appreso i primi rudimenti di pittura
alla scuola cantonale di Lugano e praticato latelier di Oscar Bölt
a Locarno, ha frequentato lAccademia di Belle Arti di Brera a Milano,
avendo tra gli insegnanti Aldo Carpi. |
Qui è influenzato dalla plasticità di Sironi
e dallInformale materico: lo si vede nelle prime Figure esposte dal
1958. Nato montanaro, profondamente legato alla natura, il giovane artista
matura il proprio linguaggio sempre più essenziale a contatto col
deserto in Marocco, dove soggiorna a lungo nel 1964 e poi nel 1967. Lorizzonte
e il colore del Sahara segnano pitture e disegni ormai astratti, gli Orizzonti
spaziotemporali destinati a svilupparsi nelle successive installazioni oggettuali. |
Verso la fine degli anni Sessanta, Paolucci si volge alla
scultura, pur non eliminando mai lelaborazione pittorica delle superfici
a collage. Interessato alle pratiche di appropriazione e di stereotipia
diffuse dagli artisti Newdada, Nouveaux-Réalistes e Pop, sperimenta
nuove forme compositive che approdano ai primi Quadri-oggetto del 1968 e
ai calchi plastificati di indumenti, i Poliesteri del 1969. |
Nei primi anni Settanta, sviluppa altri filoni dintervento
vicino alle pratiche dellArte povera e concettuale, in un dialogo
sempre più fitto con lambiente e le possibilità performative
degli oggetti, che ora tendono a diventatre "oggetti-pensiero":
sono la serie dei Cuori in pietra e dal 1971 quella degli Aghi, che inaugurano
quella forma di installazione bilanciata a parete che diverrà tipica
dellartista. |
È nel 1974 che Paolucci presenta il ciclo degli Innesti,
coi quali matura lopera che andrà evolvendo fino ad oggi.
Dal 1976 opererà direttamente nellambiente naturale la selva, il sottobosco, gli arbusti con modalità simili a quelle di Mario Merz e Joseph Beuys, ma elaborando forme puriste che rimandano a Brancusi. |
Elabora legni naturali ancora vivi, tra il bricolage e la
medicazione, tra la linfa e la corteccia di rami destinati a diventare dapprima
Alfabeti, poi libri, quindi Autoritratti e, infine, vere e proprie stanze
di meditazione. Nello stesso periodo, lartista mette a punto anche
il particolare collage di carta colorata con fuliggine, raccolta da vecchi
camini. |
Già da tempo la sua produzione non procede più
per cicli separati. Modula invece i particolari sempre più accurati
e profondi dei suoi interventi: ad esempio il ricorso al pigmento blu cobalto;
oppure la spazialità raccolta e circolare di opere concepite come
ambienti, installazioni, per non dire "orchestre", e non più
come articolazioni di singoli oggetti. |
Nel 1984, il Kunstmuseum di Olten gli dedica una mostra che
accoglie un decennio di lavoro e pubblica la prima delle sue monografie:
luso di mensole in legno o lappoggio di alcuni degli elementi
assemblati sopra un ideale orizzonte fissato alla parete sono diventate
ormai una caratteristica evidente e preziosa del suo linguaggio. |
Due importanti esposizioni antologiche gli vengono dedicate
dal Museo cantonale dellArte a Lugano (1988) e dalla Pinacoteca Casa
Rusca di Locarno (1993). Il lavoro di questi ultimi anni si riapre allassemblaggio
di segni. Torna a campeggiare la presenza di corde più o meno tese,
come già allinizio dellopera matura: corda, legame, ombra,
nonché filo narrativo. |
Nel 1999 gli viene conferito al Museo Jenisch di Vevey il
Premio Gimmi.
Nel 2000, il Kunstmuseum di Olten gli dedica una seconda retrospettiva, accompagnata da un catalogo a cura di Peter Killer e Maddalena Disch. Nel 2001 lartista viene invitato da Angela Vettese alla sesta Biennale
di Cureglia. |
Mostre Personali | 1958 Galleria Il Portico, Locarno (con G.Genucchi) 1962 Galerie Atelier Theater, Bern 1963 Galleria Gli Araldi, Novara Galleria del Mulino, Milano 1965 Galleria La Roncaglia, Chiasso Musée de Neuchâtel, Neuchâtel (con M.Pronpacher) 1968 Galerie Schindler, Bern |
1970 Galerie Toni Brechbuhl, Grenchen Galerie La Fourmière, Zürich Galerie Schobinger, Richterswil 1971 Galerie Stampa, Basel Galerie Stampa, Basel 1972 Galerie Arte Arena, Dübendorf (con J.Wisniewski e J.Zumbrunnen) 1973 Galerie Stampa, Basel Galleria Mabu, Ronco/Ascona |
1974 Galerie Gaetan, Carouge (con S.Emery) Galerie Arte Arena, Dübendorf (con G.Ducimetière e F.A.Wyss) 1975 Galerie Arte Arena, Dübendorf (con C.Rotacher) 1976 Galerie Stampa, Basel Galerie Nächst St. Stephan, Wien 1977 Galerie Arte Arena, Dübendorf Galleria Mendrisio, Mendrisio |
1978 Galerie Loeb, Bern 1979 Galerie Stampa, Basel Galerie Bob Gysin, Dübendorf 1980 Galerie Gimpel-Hanover-Emmerich, Zürich (con M.Louis) 1982 Galerie Stampa, Basel Galerie Bob Gysin, Dübendorf Galerie Silvia Steiner, Biel Galerie Nicole Gonet, Lausanne |
1984 Studio Dabbeni, Lugano Kunstmuseum, Olten Galerie Bob Gysin, Dübendorf Galerie Stampa, Basel Galerie Hartmann, St.Gallen 1985 Galerie Nicole Gonet, Lausanne 1986 Ateliers Lafranca, Locarno Galerie Silvia Steiner, Biel Studio Dabbeni, Lugano Kunstraum, Kreuzlingen Galerie Stampa, Basel |
1987 Galerie Emmerich-Baumann, Zürich Galerie Numaga, Auvernier Centre Culturel Suisse, Paris 1988 Museo Cantonale d'Arte, Lugano 1989 Kunstraum, Kreuzlingen Studio Dabbeni, Lugano Andata/Ritorno, Genève Galerie Silvia Steiner, Biel Casa Cav.Pellanda, Biasca 1990 Galerie Nada Relic, Zürich Galerie Numaga, Auvernier |
1991 Galerie Stampa, Basel Studio Dabbeni, Lugano Galerie Periferia, Poschiavo Galerie Caterine Maurer, Bern 1992 Museum Engelberg, Engelberg Fondation Louis Moret, Martigny Galerie Silvia Steiner, Biel 1993 Museo Casa Rusca, Locarno Galerie Kornfeld, Zürich Ausbildungszentrum Wolfsberg, Ermatingen |
1995 Galerie Kornfeld, Zürich Galerie Numaga, Auvernier Fondazione Mudima, Milano 1996 Studio Dabbeni, Lugano Galerie Silvia Steiner, Biel 1997 Fondation Louis Moret, Martigny |
1999 |
2003
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2007
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