STUDIO DABBENI

Esposizioni

Hermann Scherchen: alles hörbar machen

"Sì, mio caro, viviamo in Ticino e più precisamente a Gravesano, a 9 km da Lugano, nella calma più assoluta e in una vecchia casa di pietra con muri molto spessi, una grande piscina, un bosco, campi e alberi da frutto. La casa dispone di dodici camere. Non sono mai stato così felice in vita mia. " (Lettera a Wladimir Vogel, 1953)

Hermann Scherchen: alles machen hörbar è una mostra d'archivio che presenta la digitalizzazione completa dei Gravesaner Blätter e un display dei volumi originali. La mostra comprende anche un’edizione fotografica che comprende 24 stampe di un album fotografico originale che presenta le attività dello studio elettroacustico tra il 1954 e il 1961.

Ho scelto di concentrarmi sulla ricerca pionieristica di Scherchen in elettroacustica, perché la ritengo non solo estremamente interessante per il suo approccio interdisciplinare unico, ma anche una testimonianza storica di un desiderio condiviso, in quel periodo e cioè lo sviluppo di mezzi tecnologici e la ridefinizione del loro ruolo nella società.

Scherchen ha creduto nelle potenzialità di emancipazione della musica, e ha accolto con favore lo sviluppo della televisione, come aveva fatto in precedenza con la radio, come un nuovo mezzo per raggiungere quante più persone possibile, e attraverso l'ascolto musicale, a coltivare il loro apprezzamento estetico. Così, "Alles hörbar machen", il suo motto che è apparso per la prima volta nel suo libro Handbook of conducting (1929), deve essere inteso non solo in termini tecnici, ad esempio, letteralmente a fare ogni suono e ogni dettaglio sonoro, ma anche come un impulso pedagogico per liberare il suono da tutti i vincoli e le limitazioni in modo tale che, a sua volta, può liberare ed elevare lo spirito degli ascoltatori.

In una lettera del 1956 Scherchen, che allora aveva 65 anni, ha scritto che lo studio ha segnato l'inizio di una collaborazione spirituale che era veramente internazionale e senza banalità, perché non vi è nessuna istituzione, nessuna direzione, nessun "sistema di Gravesano," ma solo il lavoro fatto per amore dell'arte e della scienza (estratto dal suo diario del 1956). Scherchen potrebbe essersi riferito alla disputa, in quel momento tra la musica elettronica e la musica concreta, tra lo Studio per la musica elettronica di Colonia, fondato nel 1951 sotto la direzione di Herbert Eimert, e il Gruppo di ricerca di musica concreta di Pierre Schaeffer a Parigi, pure fondato nel 1951.  L'interesse di Scherchen verso la televisione e il cinema, la trasmissione e la percezione del suono, così come le reazioni psicologiche e fisiologiche ad esso associati, è andato al di là di queste dissonanze, come alcuni dei titoli delle seguenti conferenze che si sono svolte a Gravesano confermano: «Qual è la musica popolare?" (1955), "riverbero artificiale e primi rifrazioni uditivi" (1956), "La musica elettroacustica nella radio, nel cinema e nella televisione" (1958), "La musica e la televisione, la musica e la medicina, la musica e la matematica "(1961).

Lo Studio sperimentale elettroacustico Hermann Scherchen a Gravesano è stato inaugurato nel 1954 sotto il protettorato del Consiglio Internazionale della Musica, l'Unesco, con un convegno internazionale dal titolo "Music and Electroacoustics" che ha riunito compositori, musicisti, ricercatori e tecnici di elettroacustica. I rapporti da parte dei partecipanti sono stati raccolti e pubblicati nel libro "Gravesano: Musik, Raumgestaltung, Elektroakustik" (Ars Viva Verlag, 1954).

Le attività dello studio ed i risultati del suo lavoro di ricerca, nonché le sintesi dei congressi, sono stati documentati nei Gravesaner Blätter, una rivista trimestrale pubblicata tra il 1955 e il 1966 (bilingue, in tedesco e inglese, dal 1957). Sono stati inclusi una vasta gamma di soggetti come la sala acustica, la progettazione di strumenti, i sistemi di altoparlanti, la manutenzione di attrezzature, la tecnica compositiva ed estetica, la psicoacustica, la sociologia della musica e contributi notevoli di Iannis Xenakis, Luigi Nono, Pierre Boulez, Pierre Schaeffer, Luc Ferrari, Henri Pousseur, Abraham A. Moles, Lothar Cremer, Werner Meyer-Eppler, Roelof Vermeulen, e Henry Cassirer. Come ha osservato Scherchen stesso, il Gravesaner Blätter non è una rivista specializzata. Essa mira a servire un nuovo campo di ricerca sintetica, dove, senza compromessi, i problemi globali della musica elettrotecnica, e l'acustica vengono presentati scientificamente. La serie "Gravesano Scientific Record" ha accompagnato i volumi a intervalli irregolari, e comprendeva esperimenti sonori e dimostrazioni, oltre a composizioni nuove e inedite.

Luca Frei

Hermann Scherchen (1891-1966). Il suo talento e il suo amore per la musica appaiono sin dalla prima giovinezza. La prima educazione musicale avviene alla Musikhochschule di Berlino, nel 1907 inizia a suonare il contralto nell'orchestra Blüthner e, più tardi, con la Filarmonica di Berlino e il Krolloper. Contemporaneamente apprende la professione di direttore d'orchestra da autodidatta. Dopo la prima guerra mondiale dirige due cori di lavoratori, crea il quartetto d'archi Scherchen e la rivista di musica contemporanea Melos. Nel 1933, lascia la Germania in disaccordo con il nazionalsocialismo. A Winterthur prende la direzione dell'orchestra Musikkollegium, che è supportato dal suo mecenate Werner Reinhart, e lo rende famoso in tutta Europa. Nel 1923, si impegna a favore della Internationale Gesellschaft für neue Musik (IGNM). A Bruxelles, allestisce una propria casa editrice musicale Ars Viva e - oltre ad opere editoriali poco conosciute o a opere del passato del tutto sconosciute - si dedica anche ai compositori moderni come K. A. Hartmann e Wladimir Vogel. Nel 1937 si stabilisce in Svizzera. Dopo la seconda guerra mondiale, Scherchen, tra il 1945 e il 1950, è direttore musicale della Radio Zurigo (poi rinominata Radio Beromünster). Dal 1950 in poi lavora con i corsi estivi di Darmstadt (Ferienkurse für Neue Musik). Nel 1954, si stabilisce a Gravesano, dove si costruisce il suo studio di elettroacustica e organizza una serie di congressi. Lo Studio di Gravesano diventa una sorta di tappa obbligata per giovani compositori (Ussachevski, Luc Ferrari, F.B. Mâche, Iannis Xenakis). Pubblica una rivista trimestrale dedicata alla musica, intitolata Gravesaner Blätter in cui si trovano i risultati e le recensioni di questi studi di ricerca. Scherchen è sempre stato un irriducibile promotore della musica moderna, e dirige un gran numero di prime esecuzioni (A. Schönberg, P. Hindemith, A. Webern, E. Krenek, E. Varèse, L. Nono, L. Dallapiccola, P. Dessau, B. Blacher, H.W. Henze, A. Haba, A. Roussel, K. Stockhausen, I. Xenakis, eccl.). Durante la prima di Orfeide di Malipiero che dirige a Firenze nel giugno 1966, sviene; e il 12 giugno 1966 muore per un attacco cardiaco. È sepolto a Gravesano di fianco alla sua ultima moglie Pia Andronescu, che lo raggiunse nemmeno due anni dopo.

Luca Frei (Lugano, 1976). Luca Frei è un artista che vive a Malmö e Berlino. Frei utilizza una vasta gamma di supporti, tra cui l’installazione, la performance, il disegno e il testo. La sua pratica si occupa dei modi in cui l'arte può fornire una forma di azione per la creazione di spazi alternativi volti a favorire l'apprendimento libero e pratiche di emancipazione. I suoi progetti sono generalmente sviluppati in risposta ad un contesto specifico, costringendo Frei ad adattare il suo approccio secondo determinate situazioni.Le sue opere esplorano i confini tra l'arte come pratica estetica autonoma e un processo pubblico condiviso. Esse assumono spesso la forma di ambienti o strutture che invitano alla partecipazione del pubblico e il dialogo in scena, evitando i disegni ideologici di grandi visioni utopiche. Ispirato da modelli pedagogici alternativi, i lavori di Frei suscitano un impegno attivo caratterizzato dal gioco e dal pensiero associativo, privilegiando un processo di apprendimento basato sulla riflessione e l'esperienza indipendente. www.lucafrei.info

Studio Dabbeni ringrazia Myriam Scherchen (http://tahra.com/?lang=en), Akademie der Künste, Berlin, Hermann-Scherchen-Archiv, Kees Tazelaar dell' Institute of Sonology, The Hague, for the sound material, Esther Scherchen per la preziosa collaborazione.

Herman Sherchen : Quand un homme consacre sa vie à la musique,1967

Production : Pierre Schaeffer, le Groupe de Recherches Musicales du service de la recherche de l'ORTF
Une émission de Luc Ferrari

https://www.youtube.com/watch?v=0uVfqrXMcFI&autoplay=1&app=desktop

 

Hermann Scherchen: alles hörbar machen II
Galerie Wien Lukatsch, Berlin
28 November 2015 – 30 January 2016